5 cibi per bambini che faranno la gioia di tuo figlio

Anche i bambini molto piccoli hanno i loro gusti in fatto di alimentazione. Pertanto sarebbe erroneo supporre che a tuo figlio possa andare bene un cibo standardizzato, magari di scaturigine industriale. Secondo CasaCompleta forse ne avrai avuto – o ne avrai – sentore una volta superato lo svezzamento, notando il tuo piccolo che rifiuta alcuni sapori, oppure si rassegna ad assaggiarli pur palesando espressioni contrariate. Allo stesso modo, in un arco di tempo più dilatato, potrai accorgerti come certi alimenti suscitano in lui un’inaspettata voracità, mentre altri ne inibiscano drasticamente l’appetito.

Questione di gusti

Non c’è niente di allarmante in tutto ciò: il piccolo sta semplicemente esercitando il suo inalienabile – e già ben formato – diritto a esprimere un gusto e delle preferenze a livello alimentare. Infatti, a differenza di altri sensi – come la vista e l’udito – che si completano durante i primi mesi di sviluppo, il bambino sviluppa il proprio senso del gusto già nel corso della vita intrauterina, per poi affinarlo nei mesi dell’allattamento: per la precisione, attraverso il latte materno, il bambino entra in contatto con i sapori dei cibi ingeriti dalla madre, dandogli modo di sviluppare un pur embrionale senso critico nei confronti di ciascuno di essi.

Quando si abbandona l’alimentazione monocomponente – il latte materno o un suo surrogato, per l’appunto – il bambino ha già abbastanza chiaro quali alimenti stimolano in lui una sensazione di piacere e quali altri producono l’effetto contrario. Il suo problema è che, al contrario degli adulti, non è in grado né di scegliere né tantomeno di prepararsi il cibo da solo, e pertanto è costretto a subire le scelte dei genitori, spesso orientate dal contesto culturale o religioso, o magari da precise scelte etiche. Un problema che può riverberarsi sui genitori stessi, se il bambino si dimostra troppo refrattario o eccessivamente selettivo in materia gastronomica.

Per ovviare a tali inconvenienti, e al tempo stesso garantire a tuo figlio il giusto apporto nutrizionale, vogliamo suggerirti cinque preparazioni casalinghe di cibi che, salvo rarissime eccezioni, riscontrano una piena approvazione anche dai neonati più esigenti. Una valida alternativa ai pasti principali o agli snack volanti: vediamo quali sono.

Frutta frullata o grattugiata

La frutta è uno degli alimenti maggiormente indicati per i bambini nell’età immediatamente post-svezzamento (indicativamente dopo il compimento del primo anno). Praticamente non esistono controindicazioni, se non per quanto riguarda il controllo dell’apporto calorico (a parità di peso una banana è molto più consistente di una pera), e si può variare sensibilmente la dieta scegliendo di pasto in pasto un frutto diverso, anche in base alla stagionalità: in questo modo il bambino si abituerà a mangiare un po’ di tutto e svilupperà in maniera più chiara i suoi gusti.

La frutta può essere frullata (meglio se con apparecchi a bassa velocità) o addirittura grattugiata, come nel caso delle mele: queste ultime, infatti, possiedono la consistenza giusta per essere ridotte manualmente in purea tramite tale procedimento. In commercio esistono delle piccole grattugie in vetro o materiali plastici con gli elementi abrasivi smussati, adatte a tale scopo.

Il frullato o la purea possono essere emulsionati con una minima quantità di latte vaccino o yogurt, oppure in alternativa con una quantità altrettanto moderata di spremuta di agrumi. Da evitare assolutamente lo zucchero: il fruttosio contenuto nella frutta è più che sufficiente.

Polpettine di carne e verdura

Sin dai primi anni di vita, il problema principale è convincere il proprio bambino ad apprezzare le verdure non meno della più succulenta carne. Essendo entrambi due elementi nutrizionali imprescindibili per lo sviluppo del piccolo, l’uovo di Colombo non può che essere rappresentato dalla fusione di entrambi in un’unica pietanza.

Preparare delle polpettine di carne finemente sminuzzata – per agevolare la masticazione – mescolata a delle verdure, possibilmente cotte a vapore e poi passate, è l’ideale per combinare in maniera virtuosa proteine animali e oligoelementi vegetali. Si può alternare la carne rossa (purché appartenga a un taglio magro, come il filetto) a quella bianca, ma mai mescolare le specie di carne. È preferibile cuocere le polpette al vapore e accompagnarle da una modica quantità di passato di verdure miste. Se l’amalgama dovesse rivelarsi troppo liquido, si può usare una modica quantità di formaggio grattugiato come addensante.

Cereali e passato di verdure o legumi

Riso, farro, orzo e avena sono molto più indicati della classica pastina di grano per garantire al bambino il giusto apporto di carboidrati e – in misura minore – proteine. Anche in questo caso, il cereale – bollito a lungo e salato il minimo indispensabile – può essere accompagnato da un buon passato di verdure o da una crema di legumi. Se indurrai da subito il tuo bambino ad apprezzare i gusti di questi healthy foods, tale abitudine diverrà parte del suo corredo alimentare e lo accompagnerà per tutta la vita, con ricadute positive sul suo sviluppo.

Pesce e pomodorini

Finalmente uno sfizio da gourmet per tuo figlio. Le carni del pesce, tenere ricche di nutrienti, sono l’ideale per la sua dieta, a patto che il pesce sia magro: merluzzo, sogliola, trota, orata e nasello sono le razze più indicate. Meglio evitare, nei primi anni, apporti proteici e lipidici più impegnativi, come tonno, sgombro o salmone. Bisogna però stare attenti a eliminare con attenzione tutte le spine e a sminuzzare con cura la carne per favorire la masticazione. Come accompagnamento, ti suggeriamo dei pomodorini tagliati a cubetti e lasciati appassire in forno, oppure delle classiche verdure al vapore.

Uova e formaggio

Il modo migliore per apportare all’alimentazione del tuo bambino il giusto contributo proteico. Ma attenzione: non ti stiamo proponendo una frittata, né una omelette. Le uova vanno cotte prima, possibilmente strapazzate, e il formaggio aggiunto a fine cottura. Prediligere, se possibile, formaggi freschi e ad alta digeribilità, come la ricotta, mentre quelli più sapidi e calorici come il parmigiano andrebbero moderati. Di tanto in tanto – diciamo una o due volte a settimana – un’eccezione si può fare, e in quelle circostanze il piatto può essere arricchito anche con del prosciutto cotto a dadini o della bresaola a listarelle. In ogni caso, si tratta di una pietanza particolarmente golosa, fortemente candidata a divenire il piatto preferito di tuo figlio.

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